Sabato 20 dicembre ore 20.30 – Domenica 21 dicembre ore 17:30
PAGLIACCI
Dramma in un prologo e due atti di
RUGGERO LEONCAVALLO
Prima esecuzione Teatro dal Verme di Milano il 21 maggio 1892
Direttore | Giancarlo Rizzi
Regia | Gianmaria Aliverta
Maestro del Coro | Francesco Costa
Coreografie | Filippo Stabile
Scene | Francesca Donati
Costumi | Matteo Corsi
Light designer | Andrea Rizzitelli
Nedda | nella commedia Colombina | soprano | Francesca Micarelli
Canio | nella commedia Pagliaccio | tenore | Achiles Machado
Tonio | nella commedia Taddeo | baritono | Marcello Rosiello
Beppe | nella commedia Arlecchino | tenore | Stefano Colucci
Silvio | contadino | baritono | Andrea Piazza
ORCHESTRA SINFONICA BRUTIA
CORO LIRICO SICILIANO
COMPAGNIA CREATE DANZA
Piccolo Coro di Voci Bianche del Teatro Rendano diretto da Maria Carmela ranieri
In collaborazione con MOEMA Academy di Cosenza
PRODUZIONE DEL TEATRO RENDANO
Nota della direzione artistica Chiara Giordano.
La scelta di produrre Pagliacci nella stagione 2025, come quella di produrre Carmen, discende dal complessivo progetto triennale che vede quale macrotema la relazione FEMMINILE – MASCHILE da angolazioni diverse; e per il primo anno il Focus è nella prospettiva del “femminile”, nella dimensione psichica e materica dell’amore, nelle sue diverse e dinamiche accezioni, in questo caso nel contesto diremmo “popolano e popolare”.
D’altra parte Pagliacci è un titolo molto eseguito e amato, direi anche fondamentale – ancorchè di breve durata – del repertorio operistico.
Ho scelto di non abbinare un’altra opera, come spesso accade, ad esempio associando Cavalleria Rusticana, perché ritengo che il mondo di Pagliacci abbia un impianto etico ed estetico proprio di forte portata, e dunque vada esperito nella sua precipua connotazione, in modo che possa essere occasione di specifica esperienza artistica e culturale, senza intersezioni con altri contesti operistici.
Ho condiviso con la regia l’esigenza di coniugare un impianto tradizionale con una chiave di lettura contemporanea e coerente al predetto macro tema triennale e focus 2025.
E lo sguardo visionario ma nel contempo attento e acuto del regista Gianmario Aliverta, ha trovato una cifra del tutto fedele al testo, del tutto puntuale rispetto alla musica, del tutto adeguata anche al tempo attuale, ma che riesce a travalicare il contesto temporale e geografico specifico e restituisce un’adesione potente alla tematica dell”omicidio d’onore” aprendo ad una riflessione anche più ampia e contemporanea. La soluzione teatrale soddisfa sia la portata spettacolistica che quella della riflessione valoriale.

